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Nuova Rivista Letteraria n. 2 – Come smontare l’immaginario nazionalista e razzista

Pubblicato su Carmilla il 16 dicembre 2015

lega-nord-che-guevara«Sono un fascista e morirò fascista»
Licio Gelli
(21 aprile 1919 – 15 dicembre 2015)

Il n° 2 di Nuova Rivista Letteraria continua il percorso di risemantizzazione del verbo informativo e decostruzione di stereotipi, cominciato in maggio con la prima uscita della nuova serie, dedicata alle Grandi Opere Dannose Inutili e Imposte. Questa volta la critica, più che mai necessaria e di dirompente attualità, si concentra sull’avanzata di un immaginario autoritario, identitario e razzista, e si propone – attraverso il fortunato connubio tra letteratura e azione sociale – di stimolare pratiche culturali volte ad arginare l’ondata nazionalfascista che va riversandosi nelle nostre vite. Depurata da retoriche e parole d’ordine di dubbia efficacia, quest’opera collettiva e trasversale, tifa per un’evasione performativa che agisca su una realtà complessa e sfaccettata di nero. Di seguito un commento ai singoli articoli che compongono il volume. Continued…

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Due film dall’America Latina: La gabbia dorata e Pelo malo

Pubblicato su Carmilla il 3 novembre 2015

jaula-de-oroLa gabbia dorata di Diego Quemada-Díez, Messico, 2013.

La vita di quattro ragazzi è appesa a un treno che dalle campagne guatemalteche muove inesorabile verso il grande nord. In un presente incapace di immaginare il futuro, gli Stati Uniti sono un miraggio concreto, una gabbia dorata in cui rinchiudere ciò che rimane della fuga. Juan, Samuel e Sara, la ragazza che si traveste da maschio per correre meno pericoli durante la traversata, incontrano nel cammino Chauk, l’indio tzotzil che comunica solo nella sua lingua, proprio come i suoi compagni di viaggio. Sara si avvicina a Chauk provando a infrangere le barriere linguistiche con gesti e sorrisi, Juan invece lo affronta a muso duro. Le dinamiche interne guatemalteche legate al razzismo perpetrato dalla minoranza bianca e ladina nei confronti della maggior parte della popolazione di origine maya vengono sintetizzate nella figura di Juan, diffidente, aggressivo, incapace di tollerare l’indigeno. Continued…

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Il nuovo presidente del Guatemala: un comico sostenuto dall’ala più reazionaria dell’esercito

274243_moralesafp3Pubblicato su Carmilla il 27 ottobre 2015

di Iris Rastello

Jimmy Morales, 46 anni, segretario del Frente de Convergencia Nacional, partito nazionalista di destra, è il nuovo presidente del Guatemala. La schiacciante vittoria sulla candidata dell’Unidad Nacional de la Esperanza, Sandra Torres, ottenuta con il 67,44% delle preferenze e un milione di voti in più non lascia spazio ai dubbi, Morales – maglietta della nazionale guatemalteca indosso – è sceso in campo al momento giusto e ha sbaragliato la concorrenza dei tradizionali partiti politici del Paese, travolti dagli scandali di corruzione e pressati dalle inedite mobilitazioni popolari degli ultimi mesi.

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Ballottaggio in Guatemala dopo la cacciata del presidente

Pubblicato su Carmilla il 24 ottobre 2015

di Iris Rastello

guatemala-candidatesAlla vigilia del ballottaggio per le elezioni presidenziali di domani emergono due Guatemala, facce della stessa medaglia: uno per mesi è sceso per le strade e ha chiesto e ottenuto le dimissioni dell’ex presidente Otto Pérez Molina, una vittoria storica per i movimenti di protesta nel Paese centroamericano; l’altro invece appare incerto e passivo di fronte alle alternative politiche in campo a poche ore dal voto.

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La Patagonia senza confini di Jorge González

1cf5e5497e015bcbb2c0657e3f84b58cPubblica su Carmilla il 16 settembre 2015

Jorge González, Cara Patagonia, 001 Edizioni, 2013, pp. 280, € 29,00

Di questo romanzo a fumetti, suggestiva commistione di finzione e storia della Patagonia, impressionismo e naturalismo, in Italia se n’è parlato troppo poco, come spesso accade alle opere dei grandi disegnatori e fumettisti internazionali. Uscito in Francia e Spagna nel 2011 è il secondo lavoro di Jorge González pubblicato in Italia (2013), preceduto da Fueye. Il suono del Tango (2009) – un racconto migrante e sottoproletario dove il pastello incontra il bandoneòn in un potente amplesso di colori e musica – e seguito dal più recente Ritorno in Kosovo (2014) scritto a quattro mani con il disegnatore Jakupi Gani. Continued…

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Piena di Niente. Quattro storie vere sull’aborto e l’obiezione di coscienza in Italia

Pubblicato su Carmilla il 28 agosto 2015

di Deborah Sannia 

piena-di-nienteAlessia Di Giovanni, Darkam, Piena di niente. Quattro storie vere sull’aborto e l’obiezione di coscienza in Italia, Becco Giallo, 2015, pp. 144, € 15.00

Piena di niente è una graphic novel che racconta quattro storie di donne che hanno affrontato un aborto. Il sottotitolo recita: “quattro storie vere sull’aborto e l’obiezione di coscienza in Italia”, ma se di aborto si parla, di obiezione il testo purtroppo scarseggia.

Le differenze fra le protagoniste sono una vera e propria ricchezza poiché ci portano ad aprire lo sguardo oltre un unico presunto soggetto “donna”. C’è Elisa una studentessa spigliata e vivace; c’è Monica una giovane donna che vive problematicamente il suo bisogno d’amore e d’affetto; c’è Loveth prostituta nigeriana vittima della tratta; e infine Giulia infermiera sposata, madre di due bimbi. Le situazioni nelle quali si ritrovano le quattro donne sono tutte segnate dalla violenza fisica, psicologica ed emotiva, corollario delle loro Ivg. Gli scenari nei quali agiscono sono densi e pesanti: Loveth viene violentata da un cliente per poi ritrovarsi a fare i conti con la sua protettrice; Giulia è alle prese con un morboso marito cattolico; Monica si tormenta tra sensi di colpa e relazioni insoddisfacenti ed Elisa è in preda alla burocrazia per l’Ivg con vicino un uomo poco sensibile alla situazione. Le quattro storie sono tristi, piene di dolore e sensi di colpa. Le difficoltà differenti e toccanti, ponti di sofferenza che rendono angosciante la strada verso l’aborto. Continued…

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I Quaderni Quadroni di Rrose Sélavy – Intervista a Massimo De Nardo

Pubblicato su Carmilla il 9 agosto 2015.

toposognatore_m[Massimo De Nardo è il responsabile editoriale di Rrose Sélavy, casa editrice di Tolentino (MC) che si occupa di narrativa illustrata, vincitrice nel 2014 del Premio Andersen per il miglior progetto editoriale].

Cominciamo dal nome, come nelle peggiori interviste. Rrose Sélavy è uno degli eteronimi utilizzati da Marcel Duchamp per firmare alcune sue opere, nonché l’anagramma fonetico di “Eros c’est la vie”. Quali connessioni esistono tra Rrose Sélavy Editore, Marcel Duchamp e il suo eteronimo? Quali i punti in comune e le divergenze tra le vostre creazioni letterarie e l’opera dell’artista francese? Continued…

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Fate fuori il vostro capo: Licenziatevi!

1Pubblicato su Carmilla il 1 luglio 2015

Vivian Abenshushan, Fate fuori il vostro capo: Licenziatevi!, trad. Francesca Bianchi, Eris Edizioni, Torino, 2015, pp. 304, € 18.00

Quanto è facile criticare con le parole il lavoro e quanto è difficile metterlo radicalmente in discussione nella pratica? Chi di voi, magari con famiglia da mantenere, si licenzierebbe dal proprio posto di lavoro per dedicare la sua vita a ciò che più le piace o gli piace. Pochi, pochissime, lascerebbero le certezze di uno stipendio mensile per l’incertezza di un reddito e la speranza di un po’ di felicità. «In qualche modo bisogna pur vivere» risponderebbero i più davanti a una simile provocazione. Ma è vivere passare otto ore al giorno della propria esistenza a fare cose che ci disgustano, che non ci interessano, che ci rendono indifferenti? Quando – se siamo fortunati – non ci intossicano, non ci deformano le carni o ci uccidono?

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La Colonia Cecilia: una comune di anarchici italiani in Brasile

Pubblicato su Carmilla il 13 giugno 2015

la-cecilia-jean-louis-comolliAfonso Schmidt, Colonia Cecilia. Una comune di giovani anarchici italiani nel Brasile di fine Ottocento, Edizioni dell’Asino, 2015, pp. 162, € 12.00

Le storie si sa, passano di bocca in bocca: alcune si perdono, altre vanno a costituire la cosiddetta Storia Ufficiale e altre ancora restano in un magnifico limbo tra leggenda e realtà, terreno fertile per evasioni letterarie di ogni sorta. È quest’ultimo il caso dell’avventura narrata da Afonso Schmidt, che ha per protagonisti un gruppo di anarchici e anarchiche italiane, i quali e le quali, spronati dall’agronomo pisano Giovanni Rossi, decidono di emigrare nelle regioni del Paraná, in Brasile, per creare, tra il 1890 e il 1894, una comune libertaria fondata sulla parità di genere, l’abolizione della proprietà privata e il libero amore. Comunità che arrivò ad accogliere fino a duecentocinquanta persone.

Lo scopo di Schmidt, giornalista e militante anarchico, è mantenere viva la memoria di quest’esperienza migrante e rivoluzionaria attraverso un racconto che, a causa della difficoltà di reperimento della documentazione, prende la forma dichiarata del romanzo – Colonia Cecilia è dunque un’opera d’invenzione ispirata al reale e un tentativo sincero di raccontare l’utopia che diventa pratica quotidiana. L’obiettivo è raggiunto, ma se è vero che il ricordo della Cecilia rimarrà vivo nel tempo grazie al lavoro di Schmidt, è altresì vero che l’opera si spingerà, negli anni a venire, oltre le stesse intenzioni dell’autore, contribuendo di fatto a consolidare la confusione tra realtà e leggenda che vige tutt’oggi intorno a questo esperimento libertario.

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Lo zapatismo a fumetti – Come il colore della terra

Pubblicato su Carmilla il 12 maggio 2015.

Colterra0Marco Gastoni, Nicola Gobbi, Come il colore della terra, Eris Edizioni, Torino, 2015, prefazione di Pino Cacucci, pp. 128, € 16.00

Un’altra bella uscita per la combattente casa editrice Eris che si affida al talento di due giovani autori dalle spalle larghe per ribadire il valore e l’originalità della propria proposta culturale. Come il colore della terra è il risultato delle fatiche dello sceneggiatore Marco Gastoni e del disegnatore Nicola Gobbi, già autore insieme a Jacopo Frey di un interessante lavoro su Alexander Langer. Un omaggio al movimento zapatista, all’ostinazione del suo percorso politico e alla moltitudine di storie che – grazie alle capacità comunicative degli zapatisti e all’attenzione internazionale nei confronti di un esperimento socio-politico senza precedenti – sono riemerse dall’oblio a cui era stata relegata la memoria dei popoli maya. Grazie agli zapatisti e alle zapatiste «il mondo ha scoperto che i maya esistono ancora, e pretendono di continuare a esistere» scrive Pino Cacucci nella prefazione al libro.

Colterra13bisSegue una storia per bambini ed adulti che ripercorre alcune tappe fondamentali del movimento zapatista senza costringere la narrazione alla cronaca, ma intrecciando con abilità narrativa l’invenzione letteraria e la fattualità storica. Juana e José sono due bambini, abitanti di un piccolo villaggio del sud-est messicano, nella regione del Chiapas. Portano al collo il fazzoletto rosso e lanciano ghiande contro i militari messicani, gli stessi che incendiano il loro villaggio e permettono al fuoco di propagarsi nella selva. Nel frattempo nel palazzo del presidente messicano, uomini in giacca e cravatta discutono su come estirpare la piaga zapatista, l’intervento militare non è bastato a far chinare la testa agli indigeni e la soluzione che si prospetta – e che si protrae fino ai giorni nostri – è una guerra a bassa intensità che nelle intenzioni del governo affievolirà la resistenza fino a farla scomparire.

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